Campagna “Stop al Piombo sulle Alpi”

IL CLIENTE

Le organizzazioni ambientaliste WWF Insubria, Legambiente Valchiavenna APS, CROS (Centro Ricerche Ornitologiche Scannagatta), ORMA (Ornitologica Ricerca Monitoraggio Ambientale) e LEIDAA Sondrio (Lega Italiana Difesa Animali e Ambiente) hanno lanciato una campagna congiunta per affrontare il grave problema dell'avvelenamento da piombo nella fauna selvatica, causato dall'uso di proiettili al piombo nella caccia nelle Alpi.

LA SFIDA

Il principale ostacolo da superare era la mancanza di consapevolezza pubblica e l'inerzia normativa riguardo alla gravità dell'avvelenamento da piombo nelle Alpi. La sfida consisteva nell’illuminare l’opinione pubblica sull’urgenza di una soluzione alternativa ai proiettili al piombo e nel mobilizzare un sostegno diffuso per un cambiamento legislativo.

  • ANNO DI REALIZZAZIONE:2020 - 2024
  • SERVIZI:Grafica, marketing
  • CLIENTE:WWF Insubria, Legambiente Valchiavenna APS, CROS, ORMA , LEIDAA Sondrio

LA SOLUZIONE PROPOSTA

Per affrontare questa sfida ambientale con efficacia e immediatezza, la nostra agenzia digitale ha concepito una campagna di sensibilizzazione avvolta in una visione artistica tanto audace quanto evocativa. Al centro di questa iniziativa si posiziona un'immagine simbolica potente e provocatoria: l'effigie di un’aquila alpina, magnificente e maestosa nel suo silenzioso dolore, giace senza vita. La causa del suo tragico destino è resa visibile attraverso la raffinata trasparenza dell'illustrazione, che rivela pallini al piombo annidati nel suo stomaco. Quest'opera d'arte non è solo un richiamo all'azione ma è un ponte visivo che collega direttamente lo spettatore al grave impatto ambientale provocato dall'uso dei proiettili al piombo. Con questa immagine, intendiamo trasmettere un messaggio potente che risuoni nella coscienza collettiva, stimolando un'immediata riflessione sull'urgente necessità di proteggere la nostra preziosa biodiversità.

APPROCCIO

La strategia di comunicazione si è concentrata su due assi principali: una forte presenza sui social media e una campagna su Google Ads, per garantire una copertura nazionale del messaggio. Si è puntato su un target trasversale, enfatizzando che il problema dell'avvelenamento da piombo non è limitato alle Alpi ma è di rilevanza nazionale.

RISULTATI

La campagna ha ottenuto un significativo successo, riuscendo a coinvolgere migliaia di persone in tutta Italia. L'immagine chiave ha generato un elevato engagement sui social media, mentre la petizione ha raccolto un numero impressionante di firme, superando le aspettative iniziali.

Impatto e Conclusioni

L'ampia diffusione della campagna e l'elevata partecipazione alla petizione hanno aumentato la consapevolezza pubblica sul pericolo rappresentato dall'uso dei proiettili al piombo, portando alla luce la necessità di una legislazione che promuova l'uso di alternative non nocive. Inoltre, la campagna ha stimolato un dibattito pubblico sulla protezione della fauna selvatica e la conservazione degli ecosistemi alpini.

La campagna “Stop al Piombo sulle Alpi” ha dimostrato come un approccio creativo alla comunicazione ambientale possa non solo informare ma anche ispirare un'azione collettiva. L'unione di forze tra diverse organizzazioni ambientaliste, l'uso strategico dei media digitali e la potenza di un'immagine simbolica hanno giocato un ruolo chiave nel trasformare una questione locale in un problema di interesse nazionale, aprendo la strada a future iniziative di conservazione e sensibilizzazione.